On stage

Non solo studenti, ma artisti in scena. Vivere il palcoscenico come professionisti.

Far parte di Formazione TAM significa vivere il teatro prima ancora di diplomarsi. I nostri allievi non si limitano a studiare la scena, la abitano: le produzioni del Triennio sono parte integrante dei cartelloni ufficiali di teatri storici come il Teatro Carcano e il TAM.
Dalla collaborazione con étoile di fama internazionale alla partecipazione a nuove creazioni contemporanee, gli studenti affrontano ogni fase della produzione: dalle prove in sala alla magia del debutto. Un’esperienza concreta e immersiva che trasforma l’allievo in un professionista della scena, pronto a gestire l’adrenalina e la responsabilità di un vero spettacolo.
On Stage

Se cade un albero

Concept e Direzione Artistica: Davide Iacobone

Coreografie: Davide Iacobone, Marta Barossi

Un gesto può avere una risonanza infinita, come un albero che cade nella foresta: il suono può essere silenzioso o assordante, ma la sua eco si espande, trasformando ciò che lo circonda. Se cade un albero esplora il tema dell’azione e della sua influenza sulla collettività, interrogandosi sul potere di un singolo atto di coraggio nel generare un cambiamento sociale e politico.
Realizzato con gli studenti di Formazione TAM, questo lavoro nasce da un intenso processo creativo che connette la danza alla dimensione artistico-politica, restituendo una riflessione profonda sulla connessione, sulla responsabilità individuale e sull’impatto delle scelte.

Carmen

Concept e Direzione Artistica: Davide Iacobone

Coreografie: Davide Iacobone

Carmen è una donna.

Carmen è tante donne.

È un’idea, un ideale.

È il volto del desiderio che non chiede permesso.

È la lotta contro la paura del diverso,

la ribellione silenziosa che grida sotto pelle.

Carmen sfida l’ordine prestabilito,

mette in discussione i ruoli,

rompe le maschere di genere con la forza del suo essere.

È la conseguenza di tutto ciò che deve cambiare,

la crepa che apre il muro,

la voce che scuote il silenzio.

Carmen è la tempesta prima della quiete.

È l’inizio di qualcosa di nuovo.

Carmen è rivoluzione.

Versione contemporanea di Carmen, ispirata all’opera di Mérimée, che trasforma Carmen e José in marionette simboliche, pedine di una guerra di ideali più grande di loro. La narrazione, condotta da un punto di vista esterno come in un’aula di tribunale, si sviluppa attraverso flashback, ricostruendo i fatti come prove a sostegno di una tesi.
La scena diventa spazio di riflessione politica e sociale, dove l’amore si scontra con il destino e l’identità con il potere.In questa rilettura, Carmen diventa vittima di un sistema che ancora giudica e punisce le donne che scelgono, che dicono “no”, che rivendicano la propria libertà. Un dramma moderno che parla di femminicidio e delle sue ombre nella società e nella legge, dove libertà e controllo si intrecciano fino alla fine.

Some stories about flowers

Concept e Direzione Artistica: Davide Iacobone

Coreografie: Davide Iacobone, Marta Barossi

POV esplora come un gesto semplice, quotidiano, possa trasformarsi radicalmente quando attraversato da storie, desideri e urgenze differenti. Un’azione minima diventa il punto di partenza di molteplici traiettorie narrative, evocando l’eco di Mrs Dalloway: non l’evento in sé, ma il flusso interiore che lo accompagna.
In scena, i danzatori condividono lo stesso spazio e lo stesso gesto originario. A turno, ognuno di loro assume il ruolo di “punto di vista”: la propria storia, il proprio fine o bisogno riorienta l’azione e ne modifica lo sviluppo coreografico. Il movimento si ripete, si devia, si frammenta o si intensifica, rivelando come la memoria, l’attesa, la perdita o il desiderio possano riscrivere completamente il senso di un atto apparentemente identico.
POV mette in discussione l’idea di oggettività del gesto e invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che vede: quanto di quello che osserviamo appartiene davvero all’azione, e quanto invece alla storia di chi la compie — o a quella di chi la guarda.

Chi vuol essere Don Chisciotte?

Concept e Direzione Artistica: Davide Iacobone

Coreografie: Davide Iacobone

Ispirato al romanzo Don Quixote di Miguel de Cervantes. In un mondo attraversato da guerre, immagini di dolore e un senso diffuso di smarrimento, un uomo smette lentamente di riconoscersi nella realtà che lo circonda. La violenza del presente lo schiaccia, fino a quando sceglie una via di fuga: l’immaginazione. Nasce così il suo Don Chisciotte.
Non più il cavaliere errante della Mancha, ma una figura contemporanea che rifiuta un mondo ormai corrotto e disumano. Attraverso visioni oniriche, paesaggi deformati e immagini surreali ispirate all’immaginario di Salvador Dalí, la mente del protagonista costruisce un universo alternativo dove combattere giganti invisibili e trasformare la paura in avventura. Il corpo si libera dalle regole della realtà e si muove tra sogno e delirio, tra libertà e perdita di controllo. Ma ogni fuga ha un prezzo.
Accanto a lui compare Sancho Panza, non più solo scudiero ma figura ambigua: guida, coscienza, forse terapeuta. Sancho osserva, accompagna e tenta di riportare Don Chisciotte verso il mondo reale, interrogandosi su un confine sottile: dove finisce l’immaginazione e dove inizia la fuga? Chi vuol essere Don Chisciotte? è un viaggio tra sogno e realtà, tra depressione e desiderio di libertà. Uno spettacolo che interroga il nostro tempo e pone una domanda al pubblico: in un mondo sempre più difficile da abitare, chi non ha mai desiderato diventare Don Chisciotte?

Mosaico

Concept e Direzione Artistica: Davide Iacobone

Coreografie: Davide Iacobone

Il saggio finale del triennio di Formazione TAM non è solo uno spettacolo, è una sintesi. Abbiamo accostato tecniche e linguaggi differenti — dalla forza della tecnica Graham alla fluidità del Floorwork, dall’essenzialità del Contemporaneo alla dinamicità dell’Acrobatica, fino alla costante ricerca di equilibrio nel Contact & Partnering. Come in un Mosaico, ogni coreografia firmata dai nostri docenti rappresenta una tessera unica e distinta; insieme, queste tessere compongono l’immagine del percorso compiuto dai nostri danzatori. Tre anni di studio, ricerca e trasformazione si ricompongono oggi in un’unica, vibrante visione d’insieme.

Rivoluzione silenziosa

Concept e Direzione Artistica: Davide Iacobone

Coreografie: Davide Iacobone

In un’epoca dominata dalla frenesia, dalla competizione e dall’indifferenza, Rivoluzione Silenziosa
porta in scena la forma più pura e inaspettata di ribellione contemporanea: la gentilezza.
La coreografia traduce in movimento la potenza dirompente dei piccoli gesti quotidiani — una
mano tesa, un sorriso offerto a uno sconosciuto, una presenza in ascolto. Attraverso la fluidità e
l’espressione dei corpi, l’opera costruisce “ponti invisibili” capaci di accorciare le distanze tra gli
esseri umani e sconfiggere il senso di solitudine.
Rivoluzione Silenziosa svela l’empatia non come fragilità, ma come un profondo e ostinato atto di
coraggio. È una resistenza pacifica che rifiuta il clamore delle grandi azioni eroiche per concentrarsi
su semi invisibili di speranza. Un viaggio emozionale che parte dall’accettazione di sé stessi per
ricordarci una verità fondamentale: il mondo non si cambia con la forza, ma scegliendo ogni giorno,
mille volte, di restare umani.